giovedì 8 gennaio 2015

LORENZO: PINO DANIELE, UN BOB MARLEY TARGATO NAPOLI!!!!

Bellissimo ricordo di Pino Daniele da parte di Lorenzo Cherubini.

Con Pino mi accadeva un fenomeno inspiegabile, dopo qualche minuto che stavo con lui mi veniva un accento un po' napoletano. Sul serio, se ci passavo una giornata poi a fine cena mi ritrovavo a usare espressioni tipo “uè” o perfino “guagliò”. Era un influsso che lui aveva, "pinodanielizzava" l'atmosfera. Lo faceva con la musica ma se ci penso bene lo faceva proprio con tutto se stesso che era tutto un se stesso fatto solo di musica. Ho tante ore di "volo" a bordo dell'astronave PinoDaniele, decolli atterraggi vuoti d'aria turbolenze, ma soprattutto ore di vita e di musica indimenticabili iniziate molto prima di conoscerlo.
Pino Daniele è stato il mio primo concerto. A essere sinceri prima di lui c'era stato un "Giromike" con ospite la Rettore e un Gianni Morandi in piazza a Cortona, ma a quelli mi ci aveva portato la mia mamma, e comunque mi erano piaciuti. A vedere Pino al Palaeur di Roma invece ci andai io da solo, 1981, biglietto comprato in prevendita con soldi miei che avevo messo da parte. Che band strepitosa, io non ci capivo niente ma mi fecero sentire in una zona tra la festa e il pericolo, tra il sogno e la minaccia, tra la rabbia e la gioia, dove poi ho scoperto che avviene sempre la grande musica. Era una musica diversa, coraggiosa, libera, selvatica, intelligente e nuova e che mi era entrata dentro come qualcosa che non sai da dove arriva ma che ti porta via, pinodanielizza l'atmosfera. 
L’album Nero a Metà, un capolavoro assoluto di ogni tempo. Poi uscìVai mo’ che aveva questo titolo svelto, che mi faceva impazzire già a partire da lì. E c’era dentro Yes I know my way, la prima volta che pensai che un italiano poteva essere funky e arrabbaito senza perdere il sorriso.
Passarono gli anni, io diventai Jovanotti, continuai ad essere un fan, lui era sempre il grande Pino Daniele, lo era sempre di più. Amato e riverito sia dagli stonati che dai musicisti virtuosi. 
Lo conobbi nel 1994, mi proposero di fare il tour con lui ed Eros. Non ci potevo credere.
Pino Lorenzo Eros. Il manifesto lo fecero disegnare a me, col pennarello tracciai un sole addosso ad un palazzo, era il mio modo per immaginare la mappa di un'esperienza che mi avrebbe cambiato la vita, dividere il palco negli stadi con due grandi della musica italiana, diversissimi ma uniti da quella volontà di far filtrare il sole attraverso il cemento armato. 
Eros lo conoscevo già da prima perchè avevamo lo stesso agente. Con Pino legammo tanto, mi voleva bene e io mi sentivo un prescelto a poter essere in confidenza con quel grande artista che mi sembrava fatto di musica, pensava solo alla musica, zero menate, la musica al centro di ogni cosa. Mi regalò la sua amicizia sanguigna e fraterna. Pino era simpatico e ti faceva piegare dalle risate, quando voleva, i suoi racconti sono letteratura blues e commedia dell’arte, belli come certe sue canzoni, e divertenti come i film di Totò, che per lui era un dio. Tante emozioni oggi, troppe tutte insieme.
Conservo il ricordo della giornata di Napoli, allo stadio San Paolo, 13 giugno 1994. Era il suo ritorno a Napoli dopo tanti anni senza esibirsi nella sua città, e io e “Ramazza” (è così che gli amici chiamano Eros) lo avremmo accompagnato in quella che per lui e per i napoletani era la cosa più importante del mondo. Inoltre da pochi giorni era morto Massimo Troisi e la cosa aveva caricato quella giornata di un’emozione ancora più forte e aveva avvolto Pino in una nuvola di pensieri che rimanevano tra se e se. Pino era agitato, silenzioso, ogni tanto sdrammatizzava con una battuta ma quel concerto per lui era molto più di un concerto. La città era in attesa, i biglietti introvabili, nessuno a Napoli sapeva dove alloggiava Pino, e si temeva che se fosse entrato anche con un blindato nello stadio ci sarebbero stati dei rischi di ordine pubblico là fuori, per il troppo amore dei fans . Così lui entrò nello stadio all’alba, mentre la città dormiva ancora, arrivando da Roma, e rimase in camerino per tutta la giornata senza che nessuno lo venisse a sapere, tranne noi e pochi intimi. Quel giorno ero uno dei tre ammessi nel suo camerino e parlammo di tutto meno che di quello che stava per succedere. Come sempre Pino sdrammatizzava, lo ha sempre fatto quando si trattava di avere a che fare con il mito che era diventato. Quando uscimmo sul palco ce l’avevo accanto e guardando lo stadio assistetti alla più grande dimostrazione di amore di un popolo verso un artista che lo rappresenta, qualcosa di veramente storico, mai vista prima e mai più vista una cosa del genere. Una cosa che non dimenticherò mai. Quella Napoli si riconosceva in Pino Daniele, l’artista che aveva saputo valorizzarla non attraverso le sue maschere ma partendo dalla realtà e dalla poesia, l’uomo che l’aveva liberata dagli stereotipi, che l’aveva portata nella modernità senza perderci in cultura e in umanità. 
"Pino Daniele è per Napoli quello che Bob Marley è per la Jamaica, ma siccome i napoletani sono napoletani e Napoli è Napoli, tutto è amplificato, tutto è più grande più complesso più rumoroso più infuocato più indescrivibile a parole". 
Dopo quel concerto siamo diventati veramente amici, avevamo condiviso un pezzo di storia, anche se quel giorno a scriverla era stato, chiaramente, soprattutto lui. Continuammo a frequentarci e a fare musica. E a ridere di tutto, ogni volta che incontravamo.
In quel periodo sia lui che io ci eravamo fidanzati da poco ed eravamo già molto innamorati delle nostre giovani ragazze e dopo quel tour condividemmo il tempo in cui dall’essere una coppia si diventa una famiglia, quella cosa ci unì parecchio. 
Qualche mese prima aveva avuto un infarto e doveva stare attento e riguardarsi, e siccome io non sono un tipo dedito agli stravizi ero una frequentazione che lo prendeva bene, con me si poteva rilassare senza tentazioni pericolose per le coronarie. Insieme si faceva soprattutto musica, si parlava di musica, si ascoltava musica, si progettava musica. Io ero quasi all'inizio, lui era in un nuovo inizio, incuriosito dalle nuove sonorità dei computers, dalle possibilità del pop, voleva scrivere usando un po’ meno il napoletano e me ne parlava, era desideroso di essere trasmesso di più anche dalle radio del nord Italia, per arrivare a più gente, per rompere altre barriere, per fare a pezzi altri pregiudizi, i tempi stavano cambiando e la sua vocazione è sempre stata quella di fare cose nuove con gente nuova, di non rimanere attaccato alle cose che lo avevano reso celebre. Lui che aveva passato un ventennio a studiare giri armonici audaci adesso era presissimo dal rap , un genere che di accordi quando ne usa due in una canzone è già troppo.
Che musicista incredibile che è stato Pino. Aveva i denti grandi, da uomo di Neanderthal, e un fisico possente quasi da neonato gigante, con il torace da buttafuori segnato da una cicatrice proprio in mezzo, incline alle belle mangiate specialmente quando la parola “fritto” accompagna la descrizione della pietanza, ma con la chitarra sapeva essere di una leggerezza che io ho visto solo nelle farfalle. Per lui era IMPOSSIBILE, credetemi, IMPOSSIBILE, produrre una sequenza di note che non fosse bellissima, quando si metteva lì a improvvisare. Studiava sempre la chitarra, non ha mai smesso di studiarla, di accarezzarla, di farci ballare le sue dita sulle punte o di prenderla a pugni. Quando aveva la chitarra in braccio si completava una figura che non lasciava entrare dentro nient'altro, un equilibrio cosmico, il simbolo di una croce, non sto esagerando, senza la sua chitarra in braccio Pino era incompleto. E di quel suo falsetto naturale che usciva da quelle grandi ossa, ne vogliamo parlare? E i testi di moltissime sue canzoni? non so, mi viene in mente “putesse essere allero’” . Su quella canzone ci ho imparato un po’ di napoletano ma anche cosa può fare l’arte poetica nella cultura popolare. 
“Putesse essere allero e m'alluccano dint'e recchie
e je me sento viecchio, putesse essere allero cu mia figlia mbraccio che me tocca 'a faccia e nun me' fa guardà”
Nonostante fossimo diventati amici io nemmeno per un secondo sono riuscito a mettere da parte del tutto la mia devozione al suo talento, che mi condizionava sempre, c'è sempre stata una parte di me che quando eravamo insieme mi diceva "ue guagió, chist'è Pino Daniel'... te rendi conto co'cchì stai a pazziá?"
La sua musica quando ero al liceo mi ha liberato e illuminato, e da grande la sua amicizia mi ha fatto diventare un musicista, mi ha fatto credere nelle mie potenzialità e nella possibilità di migliorarmi.
Era da un po’ di tempo che non ci sentivamo, a settembre scorso mi aveva chiesto di essere tra i suoi ospiti all’arena di Verona ma io ero lontanissimo e non ci siamo potuti organizzare. L’altra notte a capodanno ho acceso la TV e l’ho visto su Rai Uno che cantava e ho pensato che avrei voluto chiamarlo e che l’avrei fatto nei prossimi giorni, ciao Pì come stai? e vediamoci una volta! è troppo che non ci facciamo una chiacchierata! Poi stamattina mi sono svegliato e ho trovato un sms di Ramazza che mi diceva “è morto Pino fratè, sono sconvolto”.
Pino Daniele è stato un artista enorme, un vero gigante, e il tempo non farà altro che consolidare questa sua immensa importanza per la musica e per la cultura dei nostro paese. Napoli perde il suo figlio musicista più grande del dopoguerra, senza nessun dubbio, e uno dei più grandi di tutti i tempi, ne sono del tutto sicuro.

domenica 4 gennaio 2015

UNA COPERTA DI NOTE, CHE CI HA TENUTO CALDI PER 35 ANNI.

Lo "zio" Pino, una infinita storia di note, che hanno raccontato praticamente tutto, come un sogno, come una favola.

Non so' ancora essere capace di evitare di sentire un brivido alla schiena, ogni qual volta lo ascolto. Sia di proposito, o semplicemente per coincidenza, in una giornata magari scura, uggiosa, ed un po' noiosa. Pino Daniele, e quell'incontro benedetto, un Novembre del 1979. Tonino Camuso, detto "o' friariell' " (broccoletto amaro tipico Napoletano), me lo porta a casa.....io immobilizzato a letto. Incidente in moto, piede rotto in 3 punti. Ingessato, ma sempre e comunque con la chitarra nelle mani. O' Friariell', posiziona l' LP 8.30 (il secondo LP di Pino), sul piatto Yamaha, testina AKG, che preferivo alla più commerciale SHURE, per una maggiore (seppur fredda) pulizia del suono.
Dopo il classico "TUMPF", dell'atterraggio della testina sul disco, ed il leggero fruscio (che nostalgia), dalle casse, escono le note di "Je sto' vicino a te", e la mia vita non fu più la stessa. Mi innamorai subito. Pensai e subito URLAI: Gino Vannelli? Billy Joel? No no, non ci posso credere...."chist' è nu' mostro", ed era pure di Napoli. Il Massimo.
Da allora Pino Daniele, ha scandito un ritmo musicale con il quale si è mosso il mio cuore, ed una infinita combinazione di note, dentro le quali, sono cresciuto, attraverso le quali ho riso ed ho pianto, ho amato ed ho sofferto. Note che hanno trasformato la mia gola, la mia voce, le mie dita, ed il mio modo di suonare la chitarra, cercando disperatamente di trovare le distonanze delle sue canzoni delle sue armonie, con l'uso del pianoforte. Pino Daniele inaccessibile. Spartiti inaffidabili. Unica possibilità, ascoltare e riascoltare i suoi pezzi....e scoprire che se cambi il basso ad un MI-6, questo diventa un DO+......ecco perchè non trovavo l'accordo giusto. E così via per anni, sino al punto che suonare altri cantautori diveniva "banale". Suonare Pino, è una sfida continua. Appena finalmente riesci a tirare giù un pezzo, lui ne fà una versione nuova.....cambia il paradigma.....e tu, sì n'ata vota mmiez' a' na' via. Pino Daniele e le sue canzoni, che mi hanno tenuto sveglio di notte, al buio illuminato dai raggi della luna, fumando una sigaretta, il cuore innamorato o disperato, ed il fumo, in controluce, dissolversi piano insieme al vento delle note delle sue ballate. Le melodie che mi hanno accarezzato l'anima, come quando il mio primo grande amore finì, e lui, suonava Common Ground con Richie Havens, o quando salutai mia madre, per sempre, con le note di "Che ore so'". "Quando", annunciava la nascita imminente di mia figlia Sara ("chi vuole un figlio non insiste"). E via così, tempo che viaggia, e....le sue note e la mia vita. Le sue espressioni e la mia voglia di suonarlo. Si di suonarlo.... Ho suonato Pino per 35 anni, ovunque e comunque. C'era chi mi diceva: "non mi piace Pino Daniele....ma se lo suoni tu lo adoro"....Che bestemmia, pensavo tra me e me.....La sua voce, il suo sguardo con le pupille fisse.....Il suo concerto alla Bussola di Viareggio, 12 mila persone incapaci di stare sedute, mentre il suo funky blues ti faceva aumentare il battito cardiaco. La festa dell'Unità a Roma, e Piazza Plebiscito a Napoli nel 2008. E Taormina, al teatro Greco, 1 Agosto 2004, una serata di luce, in un abisso di disperazione, ed Acireale, concerto acustico del TOUR "e sona mo", con la mia piccola Giulia che ascoltava dal pancione della sua mamma, le note di Napul'è.. Le mie cucciole che ballano al ritmo di "A me m' piace o' blues", e gli amici davanti al camino, d'inverno, che ascoltano "Anna Verrà". E "Amici come prima", suonata davanti a 500 persone commosse, a Nicosia, per ricordare un altro Pino, il mio amico fraterno, il mio caro caro amico, troppo presto volato via. Sembrava fosse stata scritta per lui: "Amici come prima, perchè dentro la mia mente ci sei tu, amici più di prima, perchè non so' rassegnami all'idea di non averti più".  Impossibile nominarle tutte...come si fà?? Schizzechea, Na' scarpa si na' scarpa no, Pigro......impossibile.
 Il jazz, il funky, il blues, il rock, i samba, le atmosfere cubane, i caraibi, i calipso, i cha cha cha, ed ancora gli archi, i cori, e le sue chitarre battenti medievali. La sabbia del deserto, le periferie metropolitane, la solitudine sul mare, l'infinito guardato da una collina di sera. La sua musica, è stata solo gioia e felicità. Felicità in ordine sparso, lungo tutti questi anni, attraverso tutti i momenti  c'aggie passato, lungo tutte le autostrade c'aggie affrontato come "muri di felicità", le persone che ho incontrato, e le storie che ho vissuto. Ogni buon giorno, ed ogni buona notte, anche per un solo istante, hanno trattenuto qualche nota dello zio. Lui è stato il filo conduttore artistico, umano e di sentimenti veri, che mi hanno tenuto Napoli (Napul'è), vicina vicina, e che ha colorato di arcobaleno tutti i tramonti che ho guardato. Che ha dato melodie orientali al vento (Vient...) che ho ascoltato, tra le montagne o in riva al mare. 
Tra la folla o nella mia impagabile solitudine, prendere tra le mani la chitarra per suonare le sue canzoni, ancora oggi, resta un momento caldo ed appassionato.
E quando, ancora oggi, guardo negli occhi, chi mi ascolta e mi sorride, un po' mi viene da pensare, che insieme, abbiamo fatto una piccola cosa buona. Pino non lo sà che io ci sono. Non lo sà che io esisto. Non sà quanta strada abbiamo fatto. Ma siamo stati insieme lo stesso. Lui a scrivere, ed io a raccontare le sue emozioni. Che poi, è stato un pò quasi come se le sue canzoni fossero diventate le mie. Tanto che, mi sembra a volte, di averle scritte io.
Ma le ha scritte lui, e fin quando lo farà, fin quando scriverà, essere il suo "sconosciuto" menestrello, sarà una gioia che darà al mio cuore, il calore dell'amore....e a chi mi ascolta, un pensiero leggero, che invade l'anima, e veloce, vola via. Un piccolo momento di felicità. Un sorriso che non costa niente e che resta dentro.
La mia vita, senza di lui, sarebbe stata diversa, e senza dubbio, per niente migliore.
PER TUTTO QUANTO HAI FATTO, E PER QUANTO CI HAI SAPUTO E CI SAPRAI ANCORA REGALARE: GRAZIE ZIO. GRAZIE PINO DANIELE. PER SEMPRE.
ADDIO PINO.....ADDIO......FINO ALL'INEVITABILE RIVEDERCI!!!!

martedì 22 aprile 2014

QUANDO IL SUD AIUTA IL NORD, O QUANDO L'ITALIA AIUTA L'ITALIA??

Mancano i soldi per le scuole: il Comune del sud aiuta quello al nord.


SUL CAMPANILE SVENTOLA BANDIERA BIANCA. LA SOCIETA' CIVILE A PIAZZA HA LE SPERANZE CONTATE.

Nessuna speranza. Nessuna possibilità. Possibile si debba alzare BANDIERA BIANCA per l'inciviltà di troppi cittadini?

In questi giorni, girando un po' a piedi ed un po' in macchina, per il paese, ho potuto notare che Piazza, la nostra bella città, è in condizioni così disastrose, al punto che, non si capisce da dove si debba o si possa cominciare.
Non posso, in nessun istante, non riuscire a pensare all'accostamento: PIAZZA, IMMONDIZIA, TURISMO. 
Un triangolo che non si chiuderà mai. Un triangolo senza soluzione. Un'equazione impossibile.
Dentro la parola IMMONDIZIA, voglio comprendere insieme, il RANDAGISMO, la condizione penosa dell'ARREDO URBANO e del VERDE PUBBLICO, la MANCANZA DI DECORO.
Dopo mesi trascorsi tra la cultura del PULITO, del BELLO, dei FIORI, della CURA per ogni minimo particolare del vivere civile, il ritorno alla realtà Piazzese è sempre per lo meno traumatico, se non DEPRIMENTE.
L'economia della città, è ridotta ai minimi termini. E non servono a molto, le sporadiche iniziative, pur importanti, che talora si attivano per non far si che l'encefalogramma di vita Piazzese sia irrimediabilmente PIATTO.
L'autolesionismo dei Piazzesi, è davvero inspiegabile.
Non esistono, e non esisteranno, e lo sappiamo tutti, altre possibili risorse economiche, se non quelle che deriveranno dal possibile sviluppo del turismo. Un turismo che non sia di "PASSAGGIO", ma stabile e se possibile anche in parte fidelizzato.
Ma come potrebbe mai essere possibile proporre soggiorni a Piazza Armerina, ad un turista esigente (come lo è il turista "culturale"), in un contesto aberrante come quello attuale?
Ho visto, IN CHE CONDIZIONE VERSANO, le fontane che abbiamo ripulito lo scorso agosto, al Casalotto, una delle quali è stata poi successivamente addobbata per Natale, dai ragazzi attivisti del M5S.
UNO SCHIFO!!!! UN AUTENTICO SCHIFO!!
Ma che significa tutto ciò? Purtroppo è presto detto: agli abitanti di questa città, il BELLO, non interessa. E' un di più. Un OPTIONAL, di cui arricchire la propria casa di citta o di campagna, o di cui rifarsi gli occhi in occasione di un viaggio, lontano da qui. Ma IL BELLO a PIAZZA, non interessa a nessuno. E se non interessa agli abitanti della città, perchè il TURISTA dovrebbe essere interessato, invece, a questo porcile che si riscontra ovunque?
Qualcuno pianta fiori, qualcun altro li estirpa. Qualcuno pulisce un angolo dei quartieri storici? Immancabilmente molti altri sporcano. Spesso sotto gli occhi di altri IGNAVI disinteressati ed apatici concittadini.
Ormai, sono certo, che parliamo di una battaglia che non si può vincere. Perchè combattuta da.....si.....da quanti??? 100? 200? forse 1000 cittadini???? 
Ma 1000 contro i restanti 20 mila, possono solo soccombere. E con loro, qualunque visione o speranza di un futuro socialmente, lavorativamente ed economicamente valido.
I PIAZZESI DI BUONA VOLONTA' BEN PRESTO ALZERANNO BANDIERA BIANCA.
E SARA' LA NOTTE ETERNA PER TUTTI!!!!

venerdì 18 aprile 2014

Agostino Sella: Fuori da 5 stelle? A qualcuno piacerebbe, ma sono ...





































Agostino Sella: Fuori da 5 stelle? A qualcuno piacerebbe, ma sono ...: Ragazzi, volevo rimanere per un po’ di tempo fuori dalla bagarre politica, ma nonostante io cerchi di stare zitto, con la voglia di manten...

INTERVISTA SEMI SERISSIMA, AD AGOSTINO SELLA. ESPULSO DAL MEETUP DEI 4 GATTI.

AGOSTINO SELLA: DICIAMO LE COSE COME STANNO. DIAMO LAVORO, CREIAMO ECONOMIA. PER QUALCUNO DEL M5S LOCALE SIAMO PESANTI.


GHIGLIOTTINE DI QUA....GHIGLIOTTINE DI LA': NEW M5S ALLA DERIVA.

UN MANIPOLO SPARUTO DI BOY SCOUT DELL'ATTIVISMO PIAZZESE, SBAGLIA MIRA, E SI SCAGLIA CONTRO I DIRITTI DELLA PERSONA.

In questi giorni, alcuni attivisti del "NEW BOY SCOUT 5 STARS ENSEMBLE", un movimento folkloristico locale, che si rifà al M5S nazionale di Beppe Grillo, certamente affascinati dalle peripezie alla camera ed al senato della Boldrini e di Grasso, (ghigliottine ed espulsioni), hanno pensato bene di vivere il loro sparuto momento di notorietà (visto che purtroppo essendo full-out da qualunque cosa nella politica piazzese), emulando i ben più noti colleghi di censura e ghigliottina.
Oggetto della EPURAZIONE alcuni attivisti tra i quali: Agostino Sella, Maria Carmela De Luca e Mario Alberti. Parliamo quindi, almeno nel caso di Sella e De Luca, di due fondatori del M5S di Piazza Armerina, nonchè del fondatore proprio del MEETUP del M5S locale, che in origine aveva il titolo: RIVOLTA E RISCATTO di PIAZZA ARMERINA.
Cosa hanno combinato di così tanto grave questi soggetti, per essersi meritati l'espulsione?
PRESTO DETTO: hanno semplicemente esercitato un loro diritto.
Avendone i requisiti, lo STAFF CENTRALE DI BEPPE GRILLO, ha inviato anche a questi "manigoldi", la domanda via mail: SEI DISPONIBILE A CANDIDARTI ALLE ELEZIONI EUROPEE??
E quindi, implicitamente, poi a farvi votare dal "popolo del web", che democraticamente con il voto, deciderà chi saranno coloro che diventeranno i CANDIDATI UFFICIALI DEL M5S?
Questi farabutti, hanno risposto: SI.
Questa la colpa. Di seguito la condanna. Ma la condanna a cosa? Ad essere espulsi dal MEETUP di Piazza Armerina. E come mai?
Semplice: perchè qualcuno aveva deciso già a porte chiuse chi dovevano essere i nomi papabili ad essere poi votati dalla RETE.
Ma "chi" ha dato a "chi", mi domando, la competenza per decidere chi avesse tale diritto o meno?
Nessuno. Anche l'assemblea, non può venire meno alle direttive di GRILLO.
Soprattutto considerato che gli improvvisati giudici, in massima parte nemmeno hanno i requisiti per la candidatura. Ed in base a cosa si decide che uno è OK e l'altro no?
In base all'attivismo? E chi decide cosa sia l'attivismo? O l'attivismo utile?
Diciamo, che questa new-wave del M5S Piazzese, ha costituito una piccola lobby fatta del "VOLEMOSE BENE, CHE QUALCOSA ESCE".
Insomma........ alla vecchia maniera. Altro che aria nuova, e trasparenza.
Anche i nuovi boy scout del M5S, si muovono alla maniera dei Crisafulli, o dei Lombardo....insomma dei vecchi partiti. TIZIO SI----CAIO NO----SEMPRONIO??? VEDIAMO....SE FA' IL BRAVO!!!
Solo che questi giovanotti, dall'aria pulita, ma con qualche scheletro nell'armadio comunque, hanno fatto una cosa al contempo: INUTILE, STUPIDA, DANNOSA, oltre che lesiva del diritto degli IMPUTATI a rispondere affermativamente alla richiesta di BEPPE GRILLO.
Vediamo perchè:

INUTILE: Il MU, è una piattaforma di discussione. Vi partecipa chiunque. Anche non attivisti. Anche elettori di altre compagini politiche. E' una AGORA' virtuale in cui si pongono temi e si dibatte. Dal punto di vista POLITICO, non rappresenta NULLA. Gli espulsi sono presenti in tanti altri MEETUP, che per fortuna hanno certamente cose più serie a cui dedicare il proprio tempo. Inoltre mi risulta (ma devo verificare), che su poco più di 100 iscritti al MU di Piazza, abbiano votato nemmeno in 20. Possibile? Se fosse vero, vorrebbe dire che il presunto gruppo dirigente del M5S di Piazza (che in realtà non è previsto in nessun altro luogo d'Italia), riscuote una "notevole" attenzione da parte degli altri GRILLINI.

STUPIDA: il divieto a partecipare a discussioni e dibattiti, bannando proprio i GRILLINI, la varò l'allora sindaco Nigrelli, velocemente dimenticato sia come sindaco che come bannatore. Proprio i grillini, mossero, giustamente, una campagna derisoria più che denigratoria verso il Sig. "IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE", reo di una mossa pubblica, stupida ed impopolare. In politica, si ascoltano tutti, soprattutto gli eventuali dissidenti ed i detrattori, e poi si và per la propria strada. Bannare, isolare, espellere dai forum, sà di propensione all'isteria. Ma è pur doveroso ricordare che NIGRELLI bannò i grillini dal PROPRIO SPAZIO PERSONALE. Discutibile finchè vuoi, ma nel pieno dei suoi diritti. Il MU, invece è un OPEN SPACE PUBBLICO, di scambio di opinioni, proposte, critiche e quant'altro una piattaforma libera ed aperta possa consentire. Le LISTE DI PROSCRIZIONE di SILLA, ci stanno dentro davvero male.

DANNOSA: L'immagine del M5S a Piazza, non è senz'altro ai massimi storici. Naturalmente non si fà riferimento all'immagine personale dei singoli attivisti, che è complessivamente di alto profilo. Ma al "peso specifico", del movimento, che paga la debacle del risultato delle comunali, e la mancanza di una vera e propria politica sul territorio, che sia coinvolgente e propositiva. Non favorisce, numericamente, il M5S la ben nota litigiosità in Provincia di Enna. Anche i questo caso, gruppi, gruppetti, amici e nemici, tutti in una sarabanda di confusione e tentativi di prevaricazione. In un contesto del genere, andare a creare ulteriore ed inutile disgregazione piuttosto che coesione, è senz'altro un danno, che si tradurrà in altre delusioni in termini di consenso.

A PIAZZA ARMERINA, possono nascere 100 MEETUP. Tutti con pari dignità. Tutti con eguali diritti.
Il senso di 1 VALE 1, è proprio questo. Non c'è spazio nel M5S per la solita manfrina degli amici ed amici degli amici, di gruppi e gruppetti. Vivaddio, il M5S è una cosa diversa.
Ne vedremo delle belle. Certamente si. IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE....anzi, pardon: ARRIVARE.

FORZA M5S: VINCIAMO NOI!!!!

lunedì 31 marzo 2014

CANDIDATURA ALLE ELEZIONI EUROPEE 2014

MARIA CARMELA DE LUCA, FONDATORE DEL MU DI PIAZZA ARMERINA.

Ho scelto il M5S perché credo in questo progetto. Ho guardato con entusiasmo la sua nascita, ne ho seguito l'evoluzione, ho condiviso da subito gli ideali e sono rimasta affascinata da questo nuovo modo di concepire la politica. 
Sino ad oggi, il parlamento europeo non rappresenta i popoli e l'organizzazione attuale degli stati membri, tradendo così gli intenti ufficiali della sua costituzione.
Ma se Europa deve essere. che sia l'Europa della difesa delle diversità locali, e non della massificazione economica, culturale e sociale, a danno dei cittadini ed a vantaggio delle lobby massoniche e bancarie, e delle multinazionali.
L'EUROPA è purtroppo uno scempio morale, sigillato dall'EURO.
Ma se è possibile, dobbiamo cambiare il sistema dall'interno del sistema.
In Italia, abbiamo comunque costretto i vecchi partiti, a delle profonde quanto formali metamorfosi (non cambiamenti.....metamorfosi).
Il Parlamento Europeo è uno dei luoghi istituzionali dai quali, cambiando il concetto di Europa, potremo contribuire a cambiare l'ITALIA. Per questo voglio dare anche il mio contributo.
Un altro mio obbiettivo è quello di aiutare i giovani della mia Provincia, Enna, a pensare, pianificare, presentare e realizzare progetti imprenditoriali, che avvicinino la mia terra alle realtà lavorative ed economiche del Nord Italia e dell'Europa. Per questo, destinerò parte dei miei compensi ad istituire uno sportello di professionisti che si occuperà di tramutare i progetti in realtà.
Periodicamente, mandiamo indietro centinaia di milioni di euro, che l'Europa destinava alla imprenditoria giovanile. Questo deve finire.
Bisogna passare dalle parole ai fatti.
VINCIAMO NOI. NON HO DUBBI!!!

IL MIO CURRICULUM

Nome

MARIA CARMELA DE LUCA
Indirizzo

S.N. CONTRADA CICCIONA, PIAZZA ARMERINA (EN),  94015
Telefono

0935-1823127
Fax

0935-680037
E-mail

mary_karm@hotmail.it

Nazionalità

ITALIANA

Data di nascita

01.05,1964


Esperienza lavorativa
               
Date (da – a)

1985 -2001
Nome e indirizzo del datore di lavoro

AUCHAN SPA
Tipo di azienda o settore

G.D.O.
Tipo di impiego

IMPIEGATA
Principali mansioni e responsabilità

CONTROLLO CHIUSURA CASSE – RAPPORTI CON PORTAVALORI E BANCHE

1999 – 2003
Direttore commerciale Gruppo ERGO NETWORK

2006 – 2012
Ho iniziato l’attività di segnalatore nel settore creditizio nell’Aprile 2006, maturando
esperienze nel settore creditizio verso privati (mutui, prestiti, cessioni). Nel 2007, mi
sono regolarmente iscritta all’albo degli agenti in attività finanziaria dell’U.I.C. con
codice A-46201, e dopo alcuni mesi mi sono iscritta all’albo dei mediatori creditizi con
codice 92159.
Sono Regolarmente Iscritta al RUI ISVAP, attestato conseguito  con UNICREDIT CONSUMER FINANCING BANK.
Sempre nel 2007, ho collaborato, nel settore mutui con Banca Macquarie, con Ge
Money Bank, con UNICREDIT- Banca Per la Casa come responsabile zonale.
Da Agosto 2007, ho costituito ufficialmente la mia Ditta Individuale A & P financial,
con regolare attribuzione di numero partita IVA.
Sono regolarmente iscritta alla CCIAA di Enna.
In seguito, successive collaborazioni come Agente in Attività Finanziaria con, UMCI ed ALTACHIARA ITALIA SpA, e poi Con RETEMUTUIITALIA e CREDIPASS SpA.
Dal 2010 mi occupo di rapporti con Banche estere, Inglesi e Svizzere, soprattutto per finanziamenti aziendali su basi patrimoniali. Mi occupo di costituzione di TRUST prevalentemente gestiti dal Common Law, ed assect protection.
Sono collaboratrice di uno studio legale di Londra, che mi fornisce tutorial per attività di CORPORATE.




Istruzione e formazione

• Date (da – a)

1978 - 1983
• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione

LICEO “BOGGIO LERA” CATANIA
• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio

ITALIANO – MATEMATICA – STORIA – SCIENZE NATURALI
• Qualifica conseguita

MATURITA’ SCIENTIFICA
• Livello nella classificazione nazionale (se pertinente)

42/60



Capacità e competenze personali
Acquisite nel corso della vita e della carriera ma non necessariamente riconosciute da certificati e diplomi ufficiali.

Madrelingua

ITALIANO





Capacità di lettura


buono
Capacità di scrittura

buono
Capacità di espressione orale

buono

Capacità e competenze relazionali
Vivere e lavorare con altre persone, in ambiente multiculturale, occupando posti in cui la comunicazione è importante e in situazioni in cui è essenziale lavorare in squadra (ad es. cultura e sport), ecc.

OTTIME
Ho seguito, frequentato e messo in atto, in ambito “Organizzazione risorse Umane” nel settore Assicurativo-Previdenziale, per 4 anni, dal 1999, al 2003, i corsi di formazione della scuola Americana “FUTUS CORPORATION FUTURE SYSTEM”. Ho conseguito attestati per il lavoro in TEAM, ANALISI E CONTROLLO DEI SISTEMI MANAGERIALI, ELEMENTI COSITUTIVI DEL LAVORO DI GUIDA, ONE MINUTE MANAGER, TIME MANAGEMENT, ELEMENTI DI NEGOZIAZIONE, STILI DI COMPORTAMENTO, TECNICHE DI COMUNICAZIONE, ANALISI TRANSAZIONALE, RETORICA E SEMANTICA (PER LA COMUNICAZIONE IN PUBBLICO), GESTIONE DEL TEAM SECONDO MASLOW – I CAVALLI MOTIVAZIONALI

Capacità e competenze organizzative  
Ad es. coordinamento e amministrazione di persone, progetti, bilanci; sul posto di lavoro, in attività di volontariato (ad es. cultura e sport), a casa, ecc.

Analisi delle procedure di Marketing per lo sviluppo di mercato,

Capacità e competenze tecniche
Con computer, attrezzature specifiche, macchinari, ecc.

capacita’ discreta utilizzo pc, internet

Capacità e competenze artistiche
Musica, scrittura, disegno ecc.



Altre capacità e competenze
Competenze non precedentemente indicate.

capacita’ amministrative e di controllo flussi economici



sabato 1 marzo 2014

PIAZZA ARMERINA COME MARINALEDA: E PERCHE' NO???

UNA VISIONE NUOVA, DIVERSA, PACIFICA E RIVOLUZIONARIA DELLA VITA, DEI RAPPORTI, DEL LAVORO E DELLO SVILUPPO.


Marinaleda è un piccolo paese dell’Andalusia, che conta circa 2.800 abitanti. Sul suo stemma c’è una colomba che vola sulla città e poi la scritta “un’utopia verso la pace”. I cittadini possono comperare casa, pagando 15 euro al mese per 90 anni. Si lo so sembra un tempo eterno, ma se vi fate il conto si tratta di meno di 17.000 euro!
Il tasso di disoccupazione è zero (nei paesi circostanti dell’Andalusia si attesta sul 34%). A Marinaleda sono riusciti a risolvere questo problema grazie a una Cooperativa agricola, Cooperativa Humar – Marinaleda SCA, in grado di far lavorare tutti con lo stesso salario mensile: 1.200,00 euro per 6 ore di lavoro al giorno, per 6 giorni la settimana. E se una stagione non rende quanto dovrebbe, si lavora tutti un po’ meno. Le attività agricole vengono svolte come si faceva una volta, in maniera ecosostenibile. Le terre, oggi, utilizzate per la coltivazione furono conquistate dopo anni di lotta. Infatti, fino agli anni ’70 la zona di Marinaleda era poverissima e con un tasso di disoccupazione altissimo, fino al 70%. Scontri con la polizia e lotte, proprio in nome di una fame forte che attanagliava la popolazione, permisero di ottenere (o forse espropriare) 1.200 ettari di terra del duca di Infantado nel 1991, da poter poi distribuire agli abitanti.
Attualmente, qui vengono prodotti ed esportati, anche in Italia e nella lontana Venezuela, carciofi, legumi, fave, peperoni e olio di oliva.
La storia recente di questa cittadina è strettamente legata a quella del suo sindaco,Juan Manuel Sànchez Gordillo che percepisce lo stesso stipendio degli altri lavoratori. Fu eletto nel 1979 e da allora è sempre stato supportato dalla popolazione, che continua a sostenerlo. Si tratta di uno dei fondatori del sindacato dei lavoratori agricoli (Soc). È un leader dalla barba folta e grigia, che il sabato mattina, nella televisione locale, recita le sue poesie o accende i cuori della gente parlando delle sue idee politiche.
La polizia non c’è più in questa cittadina. Tutto viene stabilito nell’ambito di assemblee pubbliche. Tali riunioni si svolgono circa 30 volte l’anno per decidere, approvare e risolvere questioni di bene comune.
Anche la cura degli spazi comuni è ad opera dei cittadini che vengono coinvolti in azioni di pulizia ordinaria o di manutenzione in alcune domeniche prestabilite, le cosiddette domeniche rosse.
I servizi sociali sono alla portata di tutti. Per esempio, l’asilo costa 12 euro al mese (la mensa) ed è aperto dalle 7 alle 16. La piscina comunale è un servizio a cui è possibile accedere per tutta l’estate solo con 3 euro.
Vogliamo parlare della questione casa, che tanto ci affligge e che spesso è il grande problema per cui i giovani in Italia non riescono a rendersi indipendenti e a formare un proprio nucleo familiare? A Marinaleda è possibile comperare casa (un appartamento di circa 90 mq con terrazzo) con 15,52 euro al mese. Il comune fornisce il terreno per costruire l’alloggio, assistenza nella costruzione e un prestito a tasso zero per entrarne in possesso. Bisogna essere residenti lì da almeno 2 anni. E naturalmente costruirsela. Non ci sono banche e neppure mutui. Una volta che ha restituito il prestito che copre i materiali per la costruzione, il cittadino ne diventerà proprietario.
Un paese adiacente, Somonte, sta percorrendo le orme di Marinaleda. Ha costituito una cooperativa agricola con la quale ha fornito lavoro a 250 cittadini.
A proposito di tutto questo modello socialista, ci sono molte persone che accusano il sindaco di attingere ai fondi pubblici dell’Andalusia e dell’Europa per sostenere tale economia. Eppure le domande per richiedere la residenza sono aumentate vertiginosamente.
A Marinaleda è stata trasformata in realtà un’idea considerata utopia e ora in questo piccolo paese è possibile vivere in maniera diversa e forse migliore.

Comune dissestATO: BAMBOLE.....SE TUTTO VA' BENE SIAMO ROVINATI !!!!

             

               Comune dissest "ATO" !!!

DOCUMENTI PUBBLICI E PUBBLICATI, MA TUTTO TACE. O NESSUNO LEGGE, O NESSUNO CAPISCE, O C'E' SOTTO QUALCOSA



In genere troppo rumore per nulla. ARIA FRITTA A GO GO.
Quando invece c'è di cosa parlare o discutere, rimpallandosi magari delle responsabilità o peggio ancora DARE DELLE RISPOSTE, allora TUTTO TACE DA QUALSIASI PARTE.
LEGGETE.....LEGGETE.......E FATEVI UNA IDEA.
I PIAZZESI HANNO DIRITTO DI SAPERE.
A ME......QUESTO SILENZIO.....PUZZA!!!!
CI SONO TROPPE CHIACCHIERE SENZA FATTI.



martedì 4 febbraio 2014

VI DISPIACE INFORMARE NIGRELLI??

FERDINANDO IMPOSIMATO, UNA ATTESTAZIONE CHE FA' PIACERE E CI DA' FORZA!!

Ferdinando Imposimato (Maddaloni, 9 aprile 1936) è un magistrato, politico e avvocato italiano. È presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.

Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l'attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani.

"Cari amici, non sono un militante del M5S, ma trovo profondamente ingiusto criminalizzare il M5S che sta dando tanto al nostro Paese in termini di legalità, competenza, onestà e rispetto di principi della Costituzione che essi hanno difesa dall'assalto irresponsabile della scorsa estate. Trovo che il M5S sia quello che più di tutti si stia ispirando al principio fondante della nostra Costituzione, della democrazia e dello stato di diritto; quello della eguaglianza. Io li ho visti all'opera questi giovani, ragazzi onesti, coraggiosi e dediti al perseguimento ogni giorno del bene comune. Voglio ringraziarli per quello che hanno fatto e che faranno, riconciliandomi con la speranza in un futuro migliore."


lunedì 3 febbraio 2014

MATER TENEBRARUM E I SUOI LACCHE’.

ANCHE IL NOSTRO EX BIMBO PRODIGIO, EX BRAVO RAGAZZO PRIMO DELLA CLASSE, EX VERSIONE MASCHILE DI MADRE TERESA, ED EX SINDACO, NON PERDE, SULLA SUA PAGINA FB, LA CLASSICA BUONA OCCASIONE PER TACERE.

di Giampiero Alfarini

Ieri, dopo 43 anni di vita onorata, ho scoperto di essere un potenziale stupratore. A darmene notizia, è stata la presidente Boldrini ospite della trasmissione di Fabio Fazio. Invero, nell’immediatezza, non avevo realizzato. Non potevo credere che la terza carica dello stato, potesse esprimere un simile giudizio nei confronti di milioni di suoi connazionali. Poi ho pensato, perché no? In effetti, dopo che ci hanno definiti fascisti, talebani, terroristi, moralisti del cazzo (questo non me lo spiego), ci può stare anche questo. Devo anche ammettere che in questi giorni, in particolare ieri, la presidentessa (e il suo codazzo di lacchè di pseudo giornalisti televisivi e della carta stampata) ha lavorato bene. Prima ospite da Giletti, mediocre conduttore e certamente non classificabile come giornalista, ha ripercorso gli eventi in modo parziale, omettendo l’insignificante particolare, che la reazione dei deputati del M5S, originava dall’aver messo a tacere l’opposizione -che esercitava il suo ruolo nel rispetto della costituzione - con lo strumento della c.d. tagliola o ghigliottina se preferite. Uno strumento antidemocratico, che non trova albergo nei regolamenti parlamentari e che è solo frutto di una interpretazione degli stessi. Ebbene, la Boldrini, è riuscita nell’impresa di diventare il primo presidente della camera nella storia della Repubblica Italiana ad utilizzare tale dispositivo. Ma facciamo un passo indietro. Perché si è scatenata la bagarre in aula? Tutto nasce dalla votazione del decreto Imu/Banca Italia. Un decreto costituzionalmente illegittimo ab origine, poiché non supportato dalle ragioni di necessità e urgenza e perché contenente materie non omogenee. Con questa ennesima porcata, il governo regala 7,5 miliardi di soldi degli italiani, alle banche private. Voi direte, ma che c’entra la seconda rata dell’IMU? Questa serviva a convincere l’opinione pubblica che se quei cattivoni fascisti dei grillini impedivano il completamento delle operazioni di voto, gli italiani avrebbero dovuto pagare la tanto odiata tassa. Un trucchetto da biscazzieri, smentito dai pochissimi giornalisti veri rimasti in Italia (e ad onor del vero, anche da qualche politico corretto). In sostanza, bastava scorporare le due cose e tutto si sarebbe risolto. Ma da cittadini non vi sorge un dubbio? Perché quando c’è da diminuire il carico fiscale, aumentare le pensioni, aiutare le famiglie e le imprese i soldi non si trovano mai, ed invece quando c’è da varare un provvedimento in favore di banche e compagnie assicurative i soldi spuntano come le margherite in primavera? A questo interrogativo, risponderei con un’altra domanda: chi sostiene il governo Letta? A quali poteri questa classe politica deve rendere conto? Lobbies del gioco d’azzardo e istituzioni finanziarie è la soluzione del quesito. Di fronte ad una truffa colossale ai danni del popolo, i deputati del M5S hanno reagito come avrebbe fatto qualunque cittadino esasperato. E’ chiaro: gli eccessi e le offese sono sempre da condannare. Ma bisogna raccontare ai cittadini la verità: il perché si è arrivati a questo punto. Ed invece, nell’otica di una strategia mirata al discredito dell’unica vera opposizione che in Italia si ha da vent’anni a questa parte, e per distogliere l’attenzione dei cittadini, le tv di stato e non, giornali e rotocalchi, preferiscono parlare di sesso orale, di spintoni e di morsi. Perfetto no? In fondo agli italiani piace il gossip, il pecoreccio. Ed ecco che in questo contesto, si materializza il capolavoro della Boldrini. Ospite da Fazio, noto maggiordomo del PD, si lascia scappare che gli utenti del Blog di Beppe Grillo, sono potenziali stupratori. Capirete il mio dramma. 
Scoprirlo ad una certa età, può essere destabilizzante anche per la psiche.